Storia dell’uomo che cambiò il Giappone

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Filippo Turrini, “Storia dell’uomo che cambiò il Giappone”, ISBN: 978-88-6259-942-9, Edizioni Simple, 2014.

È con piacere ed orgoglio che in quest’occasione scrivo del libro di Filippo Turrini “Storia dell’uomo che cambiò il Giappone”.

Filippo, già voce del blog da gennaio 2012, passa anche lui dall’altro lato della cattedra, pur tenendo sempre presente che nel judo, dopo un certo livello, considerate le diverse strade che ognuno intraprende, sul tatami diventa molto difficile dire chi sta insegnando cosa e a chi, data l’estrema bidirezionalità dell’esperienza insegnamento-apprendimento.

Scrive Seneca:

Tamdiu discendum est quamdiu nescias; si proverbio credimus, quamdiu vivas. Nec ulli hoc rei magis convenit quam huic: tamdiu discendum est quemadmodum vivas quamdiu vivas. Ego tamen illic aliquid et doceo. Quaeris quid doceam? etiam seni esse discendum.[1]

Devi imparare finché non sai; anzi, a credere al proverbio, finché vivi. Il che torna perfettamente con quanto segue: finché hai vita devi imparare a vivere. Tuttavia anch’io insegno qualcosa lì. Che cosa? Che anche un vecchio deve imparare.

E a tal proposito il libro di Filippo ha infatti molteplici meriti.  Innanzitutto è la prima biografia di Kano degna di nota scritta da un italiano. Non per essere nazionalisti, però, a parte l’ottimo lavoro di Brian N. Watson “Il padre del judo”, si sentiva la mancanza di una biografia così completa e dettagliata nel panorama bibliografico judoistico in lingua italiana.

Altro merito è senza dubbio la giovane età dell’autore. Difatti circoscrivendo la ricerca all’Italia, non mi pare ci siano altri casi – eccetto il sottoscritto – di autori che hanno pubblicato la loro prima opera a 26 anni.

Ed ancora, da non sottovalutare, il pubblico a cui è rivolto. Benché tratti inevitabilmente di judo, sarebbe riduttivo soffermarsi solo su quest’aspetto. In realtà l’autore riesce a mettere in luce la figura di Jigoro Kano nella sua completezza: una figura di prim’ordine, poliedrica, raffinata, brillante. Un esempio di Uomo da seguire, imitare ed emulare per quanto possibile. Dunque non soltanto judo ma anche esempi di virtù a 360°, un’occasione per riflettere su noi stessi paragonandoci all’uomo Jigoro Kano, per metterci in discussione – se lo vogliamo e se ne siamo capaci – e per darci degli obiettivi per il futuro.

Ma “Storia dell’uomo che cambiò il Giappone” è anche e soprattutto un libro di ricerca. E questa inevitabilmente spunta fuori ad ogni pagina, dimostrandoci come l’autore si soffermi su ogni ciottolo, su ogni fiore e su ogni filo d’erba che incontra nella Via che ha scelto d’intraprendere, e non è un caso che “Ju no Kokoro” sia stato tra le sue fonti d’ispirazione.

Il judo è bello anche perché permette ad ognuno di creare la sua personale dimensione in cui crescere: sperimentando, sudando, soffrendo, discutendo, sorridendo, perfino mangiando e dormendo, mentre si percorre una delle numerose Vie che più o meno metafisicamente portano alla vetta del Fujiyama.

Ed io personalmente sono molto onorato di condividere le fatiche di questo tratto di salita con un judoka come Filippo.


[1] Seneca, Lettere a Lucilio IX, LXXVI.

Luca Stornaiuolo

Luca Stornaiuolo

Arbitro Nazionale Coni-Fijlkam, 4° dan di jūdō, allievo del maestro Raffaele Parlati 6° dan della Asd Nippon Club Napoli, membro della Rappresentativa Regionale Campania EsB/Cad dal 1999 al 2003 e di Jūdō Kata dal 2008 al 2012. Diplomato al Kōdōkan di Tōkyō in jū-no-kata e Kōdōkan-goshin-jutsu. Referente della Commissione Tecnica Regionale Csen Toscana per lo studio e la diffusione dei kata. Ingegnere informatico presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna, vive e lavora a Firenze come Senior Software Engineer Team Lead. Autore del libro "Jū no Kokoro - Le mie ricerche di jūdō - Vol.1".

Un commento:

  1. Filippo Turrini
    Filippo Turrini

    Sono onorato nel ricevere da Luca, amico e collega, questo articolo.
    Deciso, equilibrato e sincero ha tutte le caratteristiche che ogni buon judoka possiede.

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